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Le negoziazioni sull'istituzione di comitati aziendali europei (CAE) non sono un fenomeno nuovo. Tuttavia, la legislazione orami impone alle aziende di avviare una negoziazione, qualora i lavoratori lo esigano. Fino al 22 settembre 1996, sono stati conclusi circa 120 accordi volontari nei settori coperti dall'EMCEF. Secondo noi, (anche se non esistono cifre precise) circa altre 200 aziende dei nostri settori dovranno siglare un accordo.
Le esperienze maturate fin qui dimostrano a che punto è vitale che i sindacati si occupino delle negoziazioni volte ad istituire nuovi comitati aziendali europei e assicurino un monitoraggio dei comitati già esistenti. Anche perché certe imprese tentano sistematicamente di escludere le organizzazioni sindacali dal processo di istituzione dei CAE, invocando, a tal fine, il fatto che l'azienda è una grande famiglia composta dei suoi salariati.
Per ostacolare questa tendenza, occorre elaborare meccanismi che consentano di integrare tutte le organizzazioni sindacali affiliate nella negoziazione e nell'accompagnamento dei CAE. In futuro, occorrerà anche prestare più attenzione alla formazione dei membri dei CAE e ridefinire i contenuti della formazione in tale ambito.
Inoltre, occorrerà coordinare le procedure di negoziazione e di accompagnamento. A tal fine, bisognerà innanzi tutto svolgere un'analisi del fabbisogno di coordinamento nelle varie fasi o situazioni.
Questi risvolti sono stati trattati durante tutto l'arco dell'anno dal comitato CAE dell’EMCEF. Il risultato di questi lavori è contenuto nel promemoria sugli elementi facenti parte di negoziazioni CAE. Inoltre, si è giunti a un accordo sui principi procedurali da applicare:
In una prima fase, l'EMCEF e i membri del suo comitato di coordinamento CAE rimarranno gli interlocutori per tutte le questioni ed evoluzioni relative ai CAE. Nel medio termine, si tratterà altresì di raccogliere in modo sistematico tutte le esperienze maturate in pratica (il cui numero aumenta in modo vertiginoso) per poi diffonderle a livello decentralizzato.
Se in un paese si inoltra una domanda di negoziazione per istituire un CAE, l'EMCEF deve esserne informata, mandandole, se possibile, una copia della domanda. Sarebbe anche utile riportarvi le seguenti indicazioni:
- Nome dell'azienda o del gruppo (sede centrale)?
- In quali paesi questa azienda/gruppo ha siti o filiali (nomi e indirizzi)?
- Chi ha sottoscritto la domanda? Quanti lavoratori la sostengono?

Per legge, la direzione aziendale ha l'obbligo di consegnare al richiedente tutti i dati relativi ai siti e agli organici delle unita controllate. L'EMCEF trasmetterà tutte queste informazioni ai sindacati dei paesi interessati.
Nella fase successiva, i rappresentanti dei lavoratori, a livello aziendale, dovranno avere a cura di invitare un esperto sin dalla prima riunione di negoziazione. Quest'ultimo dovrebbe essere un rappresentante dell'EMCEF. Se del caso, e in accordo con l'EMCEF, si potrà designare un altro esperto, in linea di massima un funzionario del sindacato, affiatato con la fase negoziale di istituzione di CAE. La direzione aziendale deve farsi carico delle spese inerenti almeno un esperto.
L'EMCEF dovrà essere informata sull'evoluzione della negoziazione.
Del nostro parere, sarebbe utile che tutti gli interessati considerino questi principi come vincolanti e che li mettano in pratica.

 

  1. Istituzione di un Comitato Aziendale Europeo: CAE - FAQ

  2. FAQ: risposte

  3. Direttiva 94/45 del Consiglio del 22 settembre 1994

  4. Testo sul recepimento della direttiva 94/45 U.E. sull'istituzione dei CAE l'accordo sindacale di trasposizione siglato il 6 novembre 1996.

  5. Accordo interconfederale per il recepimento della Direttiva 94/45CE del 22.9.1994

  6. La Direttiva 2002/14 Ce, analisi e prospettive

 

Elenco dei Cae: